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Frammenti della Bibliografia di Carchitti dei primi del '900

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Agli inizi del 1900 la storia riconosce ufficialmente la presenza del villaggio di Carchitti nelle campagne dell'Agro Romano grazie all'opera conoscitiva e divulgativa di alcuni intellettuali del tempo tra cui il poeta e scrittore Giovanni Cena, piemontese, e del maestro elementare Felice Socciarelli. Il primo gennaio 1908 viene pubblicato sul giornale "La difesa del contadino" un articolo il cui titolo "Come vivono i nostri contadini! il villaggio abissino di Carchitti presso Palestrina" denunciava le precarie condizioni di vita in cui versava il villaggio. "Ecco Il corso di Carchitti! fortunatamente il cielo è limpido e gli abitanti dei "TUGUL" possono uscire dalle loro dimore, vergognose, non per essi, poveri dimenticati, ma per la famiglia italiana che magnifica la "Nostra Grande Civiltà", per il Governo d'Italia che ad ogni cinque minuti si professa civilizzatore, per la provincia e il Comune, nel cui territorio sorge la meravigliosa Carchitti (.....). Le Capanne luride sono allineate per bene e i bimbi distesi al sole cercano di riscaldarsi le membra indirizzite, poiché guai a fare un pò di legna nei dintorni. C'é la contravvenzione e la galera". (... ) Le prime abitazioni erano costituite da capanne piuttosto basse, erano scarsamente illuminate, data la mancanza di finestre, e presentavano all'interno, al centro, una buca scavata nel terreno e circondata da pietre dove ardeva il fuoco, inoltre erano prive di qualsiasi servizio. "Le abitazioni dei poveri Capranicotti, sono tutte quante capanne, ma capanne delle più misere e cattive, fatte quasi tutte di scopiglie, pochissime di stoppia, in modo che salvano a stento dall'infuriar dei temporali e non risparmiano il micidiale guaio dell'umidità. Chi entra in una di queste capannelle che ricovera in generale una famiglia di cinque o sei persone, prova un senso di compassione così acuto da farli credere quasi impossibile che li dentro viva gente (.....)" . Articolo ripreso da "La difesa del contadino" I° gennaio 1908. Conseguenza del disagio sociale e civile della comunità di Carchitti era l'analfabetismo che raggiungeva percentuali altissime: Si grida tanto in questi ultimi tempi contro l'analfabetismo come la prima piaga sociale ed ovunque si cerca di istituire scuole, ma a Carchitti non ci si pensa e l'analfabetismo si espande fino a diventare generale.

Dei seicento abitanti solo una cinquantina sanno leggere e scrivere e sono molto vecchi. La generazione nuova cresce analfabeta, perché Carchitti non ha una scuola. L'anno scorso per opera di alcuni generosi - ricordiamo il Professore CENA e l'Onorevole CELLI e la sua Signora, fu impiantata una scuola domenicale, una capanna in tavole e nell'interno pochi banchi ed una lavagna. Vi andava da Roma un bravo maestro a far lezione a 25 ragazzi tutti di 12 anni e bisogna dire che fece prodigi. (.....) Ma ben presto però anche questo ebbe fine. Il Principe Barberini venutone a conoscenza, ordinò all'affittuario, nell'aprile scorso (1907) di impedire al Maestro di far scuola dicendo che avrebbe lui stesso pensato a fondare una scuola regolare con maestri pii e religiosi. (.....) Naturalmente la scuola deve ancora venire ed ai buoni apostoli dell'idea umanitaria viene proibito di porre più piede nella tenuta. (.....) Articolo ripreso da "La difesa del contadino" 1° gennaio 1908, periodico che iniziò le pubblicazioni il 15/2/1906; usciva il 1° e il 15 di ogni mese al prezzo di 5 centesimi ogni numero. Direttore era Giuseppe Ballarati, probabile autore dei succitati articoli. L'articolo del giornale si soffenna in particolare sul tema dei diritti civili e del pagamento delle tasse esose rispetto alle condizioni di vita. Curiosa appare la tassa c.d. "FOCATICO", imposta di origine medioevale corrispondente alla odierna imposta di famiglia, che già allora destava notevole preoccupazione nelle famiglie carchittane: "Onorevole Signor Sindaco e Giunta Municipale" I Sottoscritti certificano che SCACCO Angela fu Giuseppe Vedova del fu FRANCIOSI Giuseppe e del fu MORETTI Pietro, che dal 1888 che si trova nella tenuta di MEZZA SELV A, e che dal 1890 per non avere modo di pagare la piggione, ha rilasciato la casa al patrone. Ed adesso trovandosi nella suddetta tenuta dentro una piccola capannella con 6 figli mezzi vestiti e mezzi gnuti ed anche con poco cibo perché sono tutti inabili a guadagnarsi il pane. Dunque prega la V. S. per mancanza di tutto questo non essere fatta pagata la tassa FOCATICO. SABELLI MARIANO SBARDELLA VINCENZO PETRONZI PASQUALE Caporale di Mezza Selva li 22 ottobre 1919 arriva a Carchitti il Maestro Felice SOCCIARELLI.

La sua opera apportò un grande contributo allo sviluppo culturale del villaggio. Grande fu la sua dedizione alla popolazione di Carchitti che il suo insegnamento non si limitò a curare l'aspetto puramente scolastico ma si trasformò in una vera e propria missione. Riportiamo qui di seguito il testo di un interessante documento sottoscritto da Felice Socciarelli nel luglio del 1929. Il documento consta di una pergamena ritrovata all'interno di una bottiglia di vetro durante i lavori di restauro della casa di cui si parla nel testo stesso. "Anno Domini 1929 - VII del fascismo - regna sull'Italia libera Vittorio Emanuele m ed ha per primo ministro Benito Mussolini - dopo un anno che gli abitanti di questo villaggio di capanne hanno comprato il terreno (1928) sorge questa prima casa di proprietà di Francesco FABRIANI, padre di dieci figli (due maschi Domenico e Luigi). Mentre altre due terminavano contemporaneamente ma solo a pian terreno la loro abitazione questa sorgeva anche con un primo piano superiore. E' quindi la prima casa sorta nel villaggio che si vedesse al di sopra delle siepi e delle piante di pesco degli orti. il Proprietario l'ha fatta costruire per propria abitazione e per tenervi a pian terreno osteria e negozio, essendo egli rivenditore di sale e tabacchi e di generi diversi. La zona suddetta è stata venduta ai contadini dalla Principessa Donna Maria Barherini il 4 aprile 1928 con grande festa e intervento di grandi personalità nel villaggio. Maestri nelle scuole del luogo sono i coniugi Felice e !rene Socciarelli. La scuola e l'asilo funzionano sotto baracche di legno; (.....) si parla ora di costruire la chiesa (che non c'é e si dice la messa nella camera di un casale ai Colubri) e la scuola in muro, ma la cosa andrà a lungo perché le difficoltà sono tante e perché il capoluogo (Palestrina) non vede volentieri lo sviluppo di questo villaggio. Le strade sono orribili e polverose. (.....) I contadini sono vissuti qui sotto capanne fin dal 1880, è però una popolazione forte, sana, laboriosa, rozza ma onesta e finirà col vincere. Si questa popolazione dovrebbe finire col vincere, questo spera ed augura il Maestro che scrive queste righe, poiché è al decimo anno del suo insegnamento sul posto, e conosce e ama la gente che vi sta. Carchitti, 14 luglio 1929 VII del fascio FELICE SOCCIARELLI

 

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